“Regolarizziamo i migranti che erano in Italia a marzo”

Segnaliamo l’articolo di Karima Moual apparso su La Repubblica l’11 giugno 2020:

Gli emendamenti di Pd e 5S per salvare la sanatoria. Se la sanatoria per la regolarizzazione dei migranti irregolari sembra essere partita male, arrivano in soccorso gli emendamenti come quelli di Laura Boldrini, Lorenzo Fioramonti, Gennaro Migliore, Riccardo Magi.

Obiettivo? Provare a migliorarla. Il recapito di sole 9.500 richieste dal primo giugno (data di apertura) rispetto all’aspettativa di una platea di più di 220mila candidati, evidentemente ha fatto scattare l’allarme.

Anche se, a dirla tutta, le prime avvisaglie di un possibile buco nell’acqua, alla prima lettura del testo della sanatoria furono già segnalati da diverse associazioni, studiosi del fenomeno migratorio, professori e avvocati che si sono riunite nel gruppo di riflessione e inclusione “Grei 250”, e fin dall’inizio facevano emergere quelle che erano vere e proprie falle nell’articolo 103 del Decreto Rilancio, sulla regolarizzazione dei migranti. Il dito è stato puntato da subito su almeno 5 punti che hanno contribuito a produrre gli emendamenti che andranno in discussione nella commissione per cercare di dare una spinta a una sanatoria che rischia di diventare solo un miraggio. Il primo: la data del 31 ottobre 2019, indicata come il limite della scadenza del permesso di soggiorno del candidato. Chi avesse un permesso di soggiorno scaduto prima di tale data, è tagliato automaticamente fuori e non ha diritto di presentare domanda di regolarizzazione. La proposta del gruppo Grei recepita dall’emendamento Boldriní insieme ad altre è che la regolarizzazione possa essere valida per chiunque fosse in Italia in condizioni di irregolarità prima dell’8 marzo 2020. Secondo punto è la limitazione che si è fatta sulle occupazioni, accettando solo i lavoratori agricoli e gli operatori nei servizi alla persona come colf e badanti. Perché discriminare il lavoro?

Non è meglio estendere la regolarizzazione a tutti i settori lavorativi? Anche questo viene inserito tra gli emendamenti insieme a un terzo: permettere anche ai richiedenti asilo ancora in attesa di una risposta, di accedere anche loro a un permesso di soggiorno per lavoro senza dover rinunciare alla loro attesa per richiesta di asilo come invece gli si chiede.

Attendere e decidere in un secondo momento e non perdere l’opportunità. Perché l’esito della loro richiesta non è certo e quindi nel frattempo devono anche loro avere la possibilità di rientrare in una finestra di legalità lavorativa. Quarta richiesta rientrata negli emendamenti, è che il termine per la presentazione delle domande sia ampliato: non soltanto fino al 15 luglio ma fino al 31 agosto, per dare più tempo visti i rallentamenti negli uffici per l’emergenza Covid-19.

E poi, a chi chiede un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, si chiede di dimostrare di aver lavorato in quel settore che sta cercando, ma come si può chiedere – si domandano gli avvocati che seguono le procedure – a un lavoratore in nero di dimostrare qualcosa che di fatto è stato svolto in maniera clandestina?

Altro nodo da sciogliere insieme a tanti altri che si sono tradotti in emendamenti. Ora c’è solo da attendere perché le tante proposte per migliorare la sanatoria sono arrivate anche da deputati 5 Stelle come Doriana Sarli e Paolo Lattanzio, per capire se nella maggioranza riuscirà finalmente a fare quel passo avanti sull’immigrazione, dimenticando i tempi del Conte I firmato Matteo Salvini.