Ong preoccupate da circolare di Salvini: “la protezione umanitaria è un diritto”

Riportiamo un articolo apparso l’11 luglio su La Repubblica:

Una lettera-appello contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini e la sua politica di chiusura dei porti ai migranti. L’hanno scritta le principali ong e associazioni umanitarie, preoccupate dalla circolare del vicepremier indirizzata ai prefetti in cui impone una stretta sul diritto d’asilo e sulla protezione umanitaria. E così le organizzazioni A Buon Diritto, Acli, Action Aid, Amnesty International, Arci, Asgi, Casa dei Diritti Sociali, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cnca, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Médecins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia e Senza Confine del Tavolo Asilo hanno preso carta e penna per esprimere la propria apprensione.

“La protezione umanitaria, prima ancora di costituire forma residuale di tutela rispetto alla protezione internazionale – ricordano le associazioni in una lunga lettera – è un istituto giuridico a sé, in cui è la stessa legge che prevede il suo riconoscimento in presenza di seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano. È un diritto, pertanto”.

In un altro passaggio le organizzazioni ricordano che “attualmente la protezione umanitaria viene anche accordata a un numero crescente di persone che hanno subito violenze e torture in Libia e per questo si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità fisica e mentale. Nonostante le sorprendenti dichiarazioni di alcuni giorni fa a opera dello stesso Ministro dell’Interno, la situazione in Libia resta gravissima ed è confermata da UNHCR, che sta infatti portando avanti con difficoltà un piano di evacuazione di rifugiati vulnerabili detenuti in Libia da un tempo indefinito, in condizioni deplorevoli, vittime di sistematiche violazioni dei diritti umani”. Infine le ong ricordano che “la protezione umanitaria ha consentito di affermare in maniera chiara che vi sono diritti che l’Italia riconosce a tutte le persone, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione, dal credo politico. Diritti che valgono sempre e comunque e che trovano la loro fonte nella Costituzione italiana e nelle norme internazionali. Non si può infine ignorare che il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, bel lungi dal creare insicurezza e mancata integrazione, contribuisce in misura sostanziale a rendere possibili percorsi di legalità e di inclusione, unica vera garanzia per la sicurezza delle comunità”.