RASSEGNA STAMPA E RELAZIONI DAL CONVEGNO “DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2017”- Padova, 10 novembre 2017

 

EMAIL DEL  SINDACO GIORDANI
In risposta al nostro ringraziamento al Sindaco Sergio  Giordani e alla Assessora  Marta  per la collaborazione alla presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2017, abbiamo ricevuto la  seguente mail:

Gentilissimo sig. Rizzo,

siamo noi a dovervi ringraziare per l’ottima iniziativa e La preghiamo
di ritenere altrettanto garantita per il futuro anche la collaborazione
del Comune di Padova.

L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti

SEGRETERIA DEL SINDACO
Settore Gabinetto del Sindaco
COMUNE DI PADOVA

Link al sito di Rainews : https://drive.google.com/file/d/0B2nynILv1vDgME9PQ3VNMzllREE/view?usp=sharing

Materiale Università di Padova : L Nota___

Dossier IDOS : Dossier IDOS 2017 – Introduzione

rapporto Veneto : Veneto – Capitolo Dossier IDOS 2017

Veneto, Scheda Dati : Veneto – scheda dati sinottica Dossier IDOS 2017

Intervento di Giuseppe Mosconi, sociologo Università di Padova:

Mi sembra di grande rilevanza quanto emerge dal Dossier UNAR in merito al rapporto tra immigrazione ed emigrazione nel e dal nostro paese, in quanto, rivelando un saldo demografico negativo, sfata il mito dell’invasione, decostruendone l’immagine di pericolosità, Così come ritengo molto importante ragionare sulle forme dell’accoglienza e sulla sua gestibilità, come è stato fatto da chi mi ha preceduto. Tuttavia ritengo che entrambi questi aspetti vadano collocati all’interno del quadro strutturale in cui si collocano i fenomeni migratori. Esso è caratterizzato dalla globalizzazione e dalla politiche economiche neoliberiste che lo permeano. E’ qui che si individuano le cause dei flussi migratori; accresciuta distanza tra zone ricche e zone povere del pianeta, guerre, carestie, alterazioni climatiche, disastri ambientali, desertificazione, crisi idrica e alimentare. Sono questi gli elementi che spingono flussi sempre più estesi ad emigrare, nonostante i tentativi di bloccarli, che anzi, rendendo i migranti più precari e ricattabili, sortiscono l’effetto contrario. . E sono tutti fattori prodotti dal nostro modello di sviluppo, dal nostro consumo eccessivo ed accentrato di risorse che dovrebbero essere comuni, da quella crescita sfrenata, speculativa e accaparratrice che costituisce il tratto essenziale del neoliberismo. Questi stessi fattori, con modalità diverse, privano i nostri giovani delle opportunità necessarie a costruirsi un futuro in patria, spingendoli verso altri paesi. In questo quadro aiutare i migranti “a casa loro”, non può che significare intervenire per indurre un’inversione di tendenza dei modelli economici prevalenti, per riparametrare squilibri, sprechi, speculazioni, alterazioni ambientali e territoriali, onnivori accentramenti di ricchezza e di risorse. Se ciò dovrebbe essere oggetto di consapevolezza e di mobilitazione da parte dei migranti, così come da parte dell,opinione pubblica democratica, dovrebbe accadere altrettanto per i nostri giovani costretti ad emigrare. Questa consapevolezza dovrebbe accomunare i protagonisti dei movimenti migratori tanto in entrata quanto in uscita, per i quali il contrasto alle politiche neoliberiste potrebbe dischiudere un futuro di maggiore libertà di movimenti e di crescita di opportunità, che altro limite non dovrebbe trovare, se non nel riequilibrio spontaneo delle opportunità. In questo quadro allora assumono un significato particolare le politiche di accoglienza e di inclusione, come articolazione territoriale e istituzionale di un discorso complessivo di gestione alternativa dei fenomeni in questione, orientato a cogliere e gestire il nucleo essenziale che governa i processi in corso.