Giuseppe Mosconi
Ordinario di sociologia del diritto.

La mancata registrazione nel testo  del “nuovo” regolamento di Polizia Urbana dell’ emendamento che introduce  una distinzione di sanzioni a carico degli “accattoni”, ( 50 euro se semplici, 100 euro se molesti) ha tutto il sapore di un lapsus procedurale, tale da far emergere l’inconscio motivazionale della disposizione, Non tanto per la patetica pretesa differenza tra le due figure, quanto per l’emergere con evidenza della volontà di fondo di sanzionare comunque chi chiede l’elemosina, oltre al sequestro dei favolosi proventi dell’attività. Diversi sono gli aspetti di illegalità che mi risultano inficiare questa disposizione. Non solo, (ma questo potrebbe riguardare l’intero regolamento) la dichiarazione di incostituzionalità  della norma che autorizza i sindaci ad emanare ordinanze in tema di ordine pubblico, pronunciata dalla Corte con sentenza 115/2011; ma diversi altri aspetti. La donazione, secondo il codice civile, costituisce un titolo legittimo di acquisizione di un diritto reale su un bene, in quanto espressione della libera volontà del donante a favore del donatario. Non può certo, per il principio della gerarchia delle fonti, una disposizione in tema di ordine pubblico, emessa da un’amministrazione locale,  disattendere una norma generale nazionale, emessa a tutela della libera circolazione dei beni nei rapporti tra privati. Potremmo pensare che solo la necessità di tutelare un bene fondamentale, minacciato da atti illegali e lesivi di beni giuridici di interesse generale, potrebbe giustificare una deroga a tale diritto. Ma, a parte l’assoluta incompetenza, in questo caso, dell’autorità che si arroga la potestà di legiferare in merito, quale sarebbe il superiore bene fondamentale minacciato al punto da giustificare una disposizione del genere? Il fatto che diverse persone hanno bisogno, per sopravvivere, di chiedere l’elemosina? Il fatto che alcuni più generosi e “spregiudicati” assumono un comportamento liberale, mal visto dalla maggioranza, ponendo mano al portafoglio, peraltro dando seguito ad una diffusa e antica tradizione, divenuta precetto evangelico, e dando prova di un’attitudine semplicemente encomiabile? Il fatto che da fastidio al cittadino medio, conformista e consumatore, vedere per le strade persone che non godono dello stesso benessere e che evidentemente hanno un diverso “stile di vita”? Non bisogna essere dei fini giuristi per cogliere che si tratterebbe di giustificazioni assolutamente ridicole e prive di fondamento: Infatti, se dovessero essere prese sul serio, i primi a dover essere perseguiti, come “disturbatori dell’ordine pubblico” dovrebbero essere gli stessi donanti, magari passibili di venire sanzionatii per “istigazione a delinquere”. E poi la stessa legge penale prevede l’esimente dello “stato di necessità”, parificato alla “legittima difesa”, per escludere la perseguibilità di chi lo pone in essere: Sarà dunque un sindaco che potrà disconoscere questo elementare principio di civiltà giuridica? E ancora con quali soldi il malcapitato “accattone” molestante pagherà la multa, se gli vengono sequestrati i pochi spiccioli raggranellati? Non avrà altro mezzo che continuare a mendicare: Allora l’istigatore a delinquere diviene paradossalmente la stessa autorità sanzionante, con buona pace del preteso ordine ristabilito. E ancora, chi decide, se vogliamo assumere la distinzione proposta tra “molesto” e non, chi è tale, così da meritare la sanzione superiore? Nessuna valutazione di una prova, nessuna difesa, nessuna garanzia, a fronte di una pesante limitazione della libertà del singolo; solo la parola accusatrice dell’agente, o, peggio, la delazione del passante infastidito, magari istigato a calcare la mano per togliersi di torno presenze a lui sgradite: Non è chi non veda il groviglio di illiceità e di insensatezze che caratterizzano queste disposizioni, tali da far emergere una sola, triste e inquietante realtà: La volontà di perseguire ed espellere, con questa, come con molte altre disposizioni del regolamento,  i soggetti socialmente più deboli, o che per vari aspetti si differenziano dalla massa consenziente, additandoli a reietti e inacettabili, nemici pubblici da respingere per sfogare le proprie insicurezze e consolidare il consenso verso le autorità rassicuranti. Non c’è altra logica, al di là di questa avvilente e cinica produzione simbolica.